L’Italia è il terzo Paese produttore europeo di biogas, dopo Germania e Gran Bretagna, con una produzione annua pari a 2,4 miliardi di metri cubi provenienti da più di 1500 impianti.

Il biogas è una miscela di gas (principalmente metano e anidride carbonica) prodotta tramite la digestione anaerobica di biomasse agricole, sottoprodotti dell’industria agro-alimentare, FORSU, fanghi di depurazione o da discarica (per captazione) ed è oggi prevalentemente utilizzato in cogenerazione per la produzione di energia elettrica e termica.

Il futuro del biogas è l’upgrading: utilizzando tecnologie di rimozione della CO2, è possibile ricavare biometano, un gas qualitativamente paragonabile al gas naturale (CH4 > 98%) che industrie, trasporti ed utenze domestiche utilizzano quotidianamente.

Il biometano può essere immesso direttamente nella rete nazionale in forma gassosa oppure liquefatto in bioGNL e utilizzato come combustibile alternativo al diesel. In entrambe le forme questo vettore energetico possiede numerosi vantaggi:

  • utilizza infrastrutture già presenti per il gas naturale;
  • ottenuto da una filiera nazionale, contribuisce alla sicurezza energetica del nostro paese;
  • è una fonte flessibile e programmabile;
  • è sostenibile poiché prodotto da fonti rinnovabili o di scarto;
  • grazie alle basse emissioni di CO2 che caratterizzano il bioGNL, contribuisce alla decarbonizzazione nel settore trasporti.

Secondo le ultime stime CIB, l’Italia possiede un potenziale di produzione annua fino a 10 miliardi di m3 di biometano al 2030, più del 15% del proprio fabbisogno annuo di gas. Queste cifre si traducono in occasioni di investimento per aziende volenterose di aumentare la propria competitività e sostenibilità, con ricadute positive a livello occupazionale.

Spinto da politiche europee a favore di rinnovabili e bioenergie, il biometano contribuirà in modo fondamentale alla transizione energetica del nostro Paese verso un futuro sostenibile, basato su un modello di economia circolare.